FISIOTERAPIA

La fisioterapia è una branca della medicina che si occupa della prevenzione, cura e riabilitazione dei pazienti attraverso l'utilizzo di terapie manuali, esercizi ed educazione posturale.

Secondo la normativa italiana, può essere praticata solo dal fisioterapista laureato o in possesso di un titolo equipollente conseguito prima del 1999.

Il fisioterapista può esercitare in autonomia oppure in collaborazione con altre figure sanitarie.

RIABILITAZIONE POST CHIRURGICA E POST TRAUMATICA

Dopo un trauma (come una frattura, una distorsione o una contusione) o in seguito ad un intervento chirurgico, si assiste ad una perdita di mobilità, una diminuzione della forza muscolare ed un peggioramento del controllo motorio della parte interessata. Sono inoltre presenti gonfiore e dolore che limitano ulteriormente il movimento.

La fisioterapia, in questi casi, permette di:

  • Ridurre e gestire il dolore

  • Recuperare la mobilità

  • Recuperare la forza e il controllo muscolare

  • Prevenire complicazioni secondarie

  • Ottenere un ritorno graduale all’attività

TRATTAMENTO DELLA COLONNA VERTEBRALE

Le problematiche della colonna vertebrale (lombalgie, dorsalgie e cervicalgie) sono le patologie muscoloscheletriche più diffuse: si stima infatti che circa l’80% della popolazione ne sia colpita almeno una volta nella vita e che oltre la metà dei soggetti tendano a sviluppare un dolore cronico.

Nella maggior parte dei casi si tratta di dolori “aspecifici”, ovvero senza una causa ben definita, ragion per cui raramente la chirurgia è il trattamento elettivo.

Attraverso la fisioterapia è possibile agire sulla mobilità articolare, sulla componente muscolare e connettiva, sul controllo motorio, sulla postura e sulla componente funzionale, analizzando e correggendo quei gesti della vita quotidiana che si valuta possano aver contribuito all’instaurarsi del problema .

TENDINOPATIE

Con questo termine si definiscono genericamente tutte le condizioni patologiche che riguardano i tendini e le strutture limitrofe (tendiniti, borsiti,  calcificazioni, capsuliti ecc…). Possono insorgere in seguito ad un trauma o, più spesso, essere conseguenza di un sovraccarico, ad esempio in soggetti sportivi o che svolgono attività lavorative che comportano movimenti ripetitivi.

 

Tuttavia,  anche in chi non rientra in queste categorie, uno scarso controllo muscolare o l’esecuzione scorretta di un movimento possono sottoporre i tessuti ad uno stress eccessivo. Ecco perché è importante l’intervento di uno specialista che individui e corregga questi fattori.

PATOLOGIE REUMATICHE

Si tratta di un gruppo molto eterogeneo di patologie: tra le più diffuse troviamo l’artrosi, l’osteoporosi, la fibromialgia, artrite reumatoide, artrite psoriasica, gotta e molte altre.

Nonostante siano tra loro così diverse, tutte queste condizioni intaccano la funzionalità del tessuto connettivo, causando problemi, tra l’altro, alle strutture muscolotendinee ed osteoarticolari.

Nel trattamento di questi pazienti, che richiede quasi sempre l’intervento di diversi specialisti, è quindi fondamentale il ruolo del fisioterapista.

Attraverso un programma individualizzato, è possibile:

  • Ridurre e controllare il dolore, con tecniche attive e passive

  • Proporre un programma adeguato per ogni paziente

  • Valutare e correggere le alterazioni posturali

  • Ridurre al minimo l’impatto della patologia sulle attività del paziente

  • Indicare quale tipo di attività fisica è consigliata e in che misura

LINFODRENAGGIO

Per linfedema si intende un gonfiore causato da un accumulo anormale di linfa, che si verifica più frequentemente negli arti, ma che può manifestarsi anche nell'addome o nel torace, così come nel collo e nel viso. Le cause più frequenti sono:

  • un'anomalia congenita del sistema linfatico (si parla in questo caso di linfedema primario)

  • l'asportazione chirurgica di alcuni linfonodi, generalmente per motivi oncologici

  • infezioni a carico del sistema linfatico (linfangiti)

  • un sovraccarico del sistema linfatico secondario ad un'insufficienza venosa, ad un trauma importante, alla gravidanza o all'assunzione di alcuni farmaci

Le linee guida internazionali raccomandano il linfodrenaggio manuale, associato a bendaggi e/o a calze e tubolari elastocompressivi, nella gestione del linfedema: si tratta di un tipo di massaggio del tutto indolore in grado di stimolare la contrattilità dei vasi linfatici e dei linfonodi, convogliando i fluidi verso le zone non ostruite. Ad esso vanno sempre associati l'esercizio fisico, che dev'essere calibrato su ogni paziente e mai eccessivo, ed un'alimentazione adeguata.

Esistono tuttavia alcune controindicazioni assolute al linfodrenaggio, ragion per cui tale trattamento deve sempre essere prescritto da uno specialista.